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La doppia natura della passione

L’acqua è davvero un elemento formidabile per estrarre metafore, con la sua inesauribile ambiguità: arrendevole e disponibile a lasciarsi guidare, ha in sé una forza inarrestabile; senza di lei non è possibile la vita;  è duttile ma incomprimibile, le sue molecole si attraggono quando sono vicine, ma si respingono se pressate l’una contro l’altra. Come dire che non possono mai stare ferme e il movimento è una delle espressioni fondamentali della vitalità, non solo dell’acqua, ma anche del pensiero. Non per niente l’acqua ferma si dice morta o avvelenata.

Il contraddittorio è un terreno fertile in cui due posizioni diverse non trovano soluzione in una sintesi, ma moltiplicano i significati attraverso quello che a volte prende la forma di un litigio, proprio come può accadere con le molecole d’acqua.

Le cose che hanno una doppia natura, sfaccettate, problematiche, gli oggetti e i concetti-prisma, , ci piacciono proprio perché non si esauriscono, come la vita e il pensiero di cui non vediamo la fine.

Non è oro tutto quel che luccica: vale per le vittorie, che si portano sempre dietro l’amaro delle sconfitte e vale per le grandi passioni, che non sono mai prive di sofferenze.

La lingua, che è precisa, di questa duplicità ci avverte: così la passione che ci sospinge, che annulla le fatiche, che ci fa superare di slancio le difficoltà e che, con la sua energia, può anche stravolgere la nostra indole (certamente un appassionato non è ozioso) è strettamente legata, nella sua origine etimologica, a quel phatos che è anche il padre del patire, progenitore della sofferenza e di tante lacrime versate. Lo sanno bene gli innamorati, ma anche gli sportivi e tutti quelli che amano il loro sport.

La passione dà, la passione toglie. Così, ciò che dà forza, energia e che ci mette in movimento, può diventare in certi momenti un mostro che consuma.

La passione implica anche, nella sua stessa natura, una certa passività per chi ne subisce l’effetto, come una droga.

C’è una strana alleanza nella lotta che nasconde la passione, perché è come se ti facesse diventare uno strumento di una volontà superiore. È un’energia che ti attraversa, arriva da non sai dove e sei costretto a ributtare fuori, ma è un processo che costa fatica.

In quello stato perdi un po’ di autonomia e la direzione che prendi potrebbe anche non essere quella che avresti voluto. Nel momento in cui ti dà la spinta, non puoi più tornare indietro. È una specie di schiavitù: allora sei costretto a soffrire per i tuoi traguardi, che poi forse sono i suoi. Così può succedere che se inizi a nuotare perché ti fa bene, ma ti lasci prendere e spingere dalla passione, finisce che all’acqua dedichi la vita, anche se all’inizio avevi un’idea diversa e più asciutta come il basket o l’atletica.

Se segui una passione, magari succede che diventi addirittura campione del mondo, perché la passione sa ricompensare i suoi seguaci. Così Arjola primeggia in un elemento ostile, e tutti i giorni combatte col freddo e col cronometro per prendersi le sue soddisfazioni. In acqua non può oziare Arjola, deve muoversi, nuotare. Forse è proprio il desiderio di uscire che la rende una delle migliori. La fa volare verso l’arrivo. Pantani ad esempio diceva che andava così forte in salita perché voleva che quella sofferenza finisse il prima possibile.

Come e più che per altri sportivi, lo sport di cui è innamorata è per lei anche causa di qualche sofferenza. E pur dandole un senso di libertà e la forza di superarsi ogni volta, la lega tutti i giorni alla fatica della piscina.

Perché se sei uno sportivo e vuoi fare bene quello che ti piace, per continuare ad essere un appassionato devi pagare dazio al sentimento.

di Bruno Pulici

 

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Arjola Trimi nasce a Tirana in Albania, il 15 marzo 1987. È la nuova atleta emergente del nuoto Paralimpico Italiano, compagna di squadra di Federico Morlacchi.

Tutti gli appuntamenti di Arjola Trimi a Rio 2016

9 Settembre, 16.40
4×50 mt staffetta mista
10 Settembre, 1.55
Eventuale finale 4×50 mt staffetta mista
14 Settembre, 16.26
Batterie 50 mt rana SB3
15 Settembre, 00.35
Eventuale finale 50 mt rana SB3
12 Settembre, 15.11
Batterie dei 150 mt misti SM4
12 Settembre, 18.00
Eventuale finale dei 150 mt misti SM4
14 Settembre, 14.40
Batterie, 50 mt rana SB3
15 Settembre, 13.30
Batterie 100 mt Farfalla S9
15 Settembre, 22.30
Eventuale finale 100 mt Farfalla S9
16 Settembre, 15.19
Batterie 50 mt Dorso S4
16 Settembre, 23.00
Eventuale finale 50 mt Dorso S4
17 Settembre
Eventuale finale 50 mt Stile libero S4

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