RIO 2016
Leave a comment

Abdellatif Baka nella storia, il suo oro nei 1500m è più “veloce” di quello olimpico

Qualche settimana fa, alla vigilia dell’appuntamento paralimpico brasiliano, avevamo provato a ragionare su alcune piccole regole che potessero guidare chi si apprestava a scrivere di Rio 2016 nel “maneggiare” (queste le nostre parole esatte) l’argomento senza ferire le sensibilità o cadere in stucchevoli cliché.

Dopo un po’ di brainstorming, avevamo inserito nella lista tre punti (su cinque) per noi fondamentali: 1) non trattare le Paralimpiadi da giochi “di serie B”; 2) parlare dei risultati, centrali come in qualsiasi competizione agonistica; 3) usare in maniera intelligente il parallelo con i Giochi olimpici.

Domenica 11 settembre, i protagonisti della finale dei 1500 metri classe T13 (atleti ipovedenti) hanno spazzato via tutte le nostre considerazioni come se fossero chiacchiere da bar, scrivendo al tempo stesso la storia delle competizioni dedicate ad atleti con disabilità. L’algerino Abdellatif Baka, medaglia d’oro e nuovo recordman dal mondo, e i tre atleti che lo hanno seguito sul traguardo hanno infatti fermato il cronometro su un tempo inferiore a quello (3’50’’00) con cui lo statunitense Matthew Centrowitz Jr. ha vinto l’oro olimpico il 20 agosto scorso.

Leggi anche...  Velocità: il tempo indivisibile

https://twitter.com/IPCAthletics/status/775091079297142784

Baka, 22 anni, ha tagliato il traguardo in 3’48’’29, bissando così l’oro paralimpico vinto a Londra negli 800 metri T13. Ma è stata notevole anche la prestazione degli altri atleti saliti sul podio: Tamiru Demisse (Etiopia, 3’48’’49) ed Henry Kirwa (Kenya, 3’49’’59). Il fratello gemello di Baka, Fouad, si è fermato invece alla medaglia di legno, con un più che onorevole 3’49’’84. Tutti e quattro sarebbero stati davanti a  Centrowitz nella finale olimpica, tanto che Abdellatif ha commentato scherzoso “Peccato non esserci stato anche ad agosto, allora”.

L’impresa di  Abdellatif Baka e soci è stata resa possibile, oltre che dalle loro eccezionali doti atletiche, dalla finale particolarmente “lenta” che si è sviluppata ad agosto durante i giochi olimpici. Centrowitz Jr. e i suoi avversari hanno dato vita a una gara esasperatamente tattica, abbassando il ritmo per studiarsi ed evitando di prendere l’iniziativa per non offrire il fianco ad eventuali attacchi. Ne è venuta fuori la medaglia d’oro dei 1500 metri più lenta dal 1932 a oggi: un 3’50’’ netto ben lontano dal 3’26’’ di Hicham El Guerrouj, record del mondo dal 1998, e dal 3’32’’07 di Noah Ngeny, record olimpico.

Leggi anche...  Atleti paralimpici, i più vincenti e le storie da raccontare

Il povero Matthew Centrowitz Jr., era convinto che il suo oro olimpico (il primo degli USA nei 1500 da 108 anni a questa parte) fosse destinato a entrare nella storia. Lo ha fatto di sicuro, ma forse non esattamente come si aspettava lui. Assieme alla medaglia e alla soddisfazione personale, gli spetta anche una piccola parte da comprimario in una delle giornate più memorabili della storia delle Paralimpiadi.

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *