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L’emozione della scienza

Diceva Richard Feynmann che la vita è come una partita a scacchi giocata dagli dei e che i fisici sono i curiosi che cercano di capire le regole del gioco, osservando gli spostamenti delle pedine sulla scacchiera.

Nel caso degli scacchi, in molti sanno come si muovono i pezzi, ma solo pochi sanno davvero giocare. Perciò è evidente che conoscere le regole non è sufficiente per diventare bravi. Del resto, con gli scacchi, non si può nemmeno tentare di barare, affidandosi alla fortuna, la dea bendata non è invitata al tavolo. Se c’è un gioco, forse addirittura l’unico, in cui la fortuna non c’entra, è quello degli scacchi. È completamente determinato dalle azioni dei giocatori, che possono essere bravi o superficiali, avveduti o avventati, ma saranno gli unici a costruire il destino della partita. Non c’è arbitro, palo, giudice o folata di vento che possa influire sull’andamento della gara: tutto succede soltanto fra la superficie divisa in 64 quadrati e la mente dei giocatori. 

Va bene, è tutto lì: i giocatori conoscono le regole e magari sanno anche a memoria le decine di aperture e strategie possibili. Ma qual è l’elemento su cui costruiscono la vittoria? La capacità di prevedere le mosse dell’altro. 

Dove c’è da predire c’è sempre un grande rischio: lo dimostrano gli economisti, i politici, i meteorologi, gli astrologi. Gli astronomi no, loro i calcoli sembra li facciano piuttosto bene, e dominano cicli di migliaia d’anni. Il campo della previsione è scivoloso e non c’è banca dati o super intelligenza che possa dirci con certezza cosa succederà. Serve l’istinto per afferrare il futuro. Non si tratta di calcolare, ma di sentire. 

La scherma è uno sport in cui prevedere è una delle virtù principali. Ma cosa significa davvero Pre-Vedere?  Vedere prima assomiglia un po’ a vedere nel futuro, immaginare cosa succederà qualche istante prima che succeda. Se sei uno schermidore è quello che ti permette di adattare il corpo nel presente, schivare o centrare il tuo bersaglio. E ovviamente non puoi prevedere, né decidere cosa fare, se non hai alle spalle una certa esperienza, se non hai un ventaglio di possibilità, sperimentate nel passato, a cui attingere. Così, nella concitazione della battaglia, il Tempo si riunisce, come se la divisione fra passato, presente e futuro, cui siamo abituati, fosse una mera illusione e perdesse di colpo tutta la sua importanza.

A pensarci non è un’esperienza così impossibile da replicare anche lontano dalla pedana. Mentre viviamo il presente, quello che abbiamo fatto e quello che faremo sono in fondo sempre con noi, riuniti insieme, passato e futuro sono dominio della nostra immaginazione nel presente, e ci fanno compagnia. Perché con noi si evolvono continuamente anche ricordi e desideri e questi ultimi, si sa, certe volte hanno il potere speciale di dar forma al futuro. Il tempo, in fondo, lo abbiamo sempre tutto a disposizione. Solo che di volta in volta ne selezioniamo i pezzi che ci servono. 

Quando Bebe è in pedana allora il suo futuro si restringe, non pensa a che cosa avrà voglia di fare da grande, tiene con sé il tempo utile al suo presente: pochi istanti per vedere come si comporterà la sua avversaria. Ma tutte le volte che si è allenata, con fatica e costanza, il futuro le ha mostrato il riflesso dorato dell’Olimpiade.

La stoccata nasce prima nella testa e, passando attraverso le braccia e la punta del fioretto arrivato al bersaglio, si proietta sul tabellone e raggiunge i nostri salotti dagli schermi sintonizzati.

Almeno apparentemente. Perché l’evento che Bebe ha previsto, segnando il punto, raggiungerà il pubblico in momenti diversi: si comporta infatti come l’onda provocata dal sasso che cade nello stagno. Così il suo tempo perfetto, a noi arriva un po’ dopo. È una questione di spazio. O, meglio di Spazio-Tempo. La Relatività direttamente in salotto.

Ritardo impercettibile, ma inevitabile. Forse è proprio in quel tragitto che si perde qualcosa dell’intensità che solo chi è protagonista può godere. Ma è così poco, che ne resta ancora abbastanza per condividere un’emozione. In fondo non è per l’intuizione scientifica che seguiamo le imprese di Bebe.

 

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di Bruno Pulici

di Silvia Galimberti

Beatrice Vio, detta Bebe, è una giovane schermitrice italiana di 19 anni campionessa mondiale ed europea di fioretto individuale.
Leggi la biografia di Bebe qui

Tutte le gare di Bebe a Rio 2016, non perdetela!

14 Settembre 13.00
Gironi Fioretto individuale cat. B
14 Settembre 16.25
Eventuali quarti Fioretto individuale cat. B
14 Settembre 19.00
Eventuali semifinale Fioretto individuale cat. B
14 Settembre 19.00
Eventuali semifinale Fioretto individuale cat. B
14 Settembre 21.00
Eventuali finali  Fioretto individuale cat. B

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