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La solitudine del Supereroe

L’uomo è un animale sociale e non è fatto per la solitudine anche se meglio soli che male accompagnati, ammonisce il detto popolare. E in effetti, a pensarci bene, la solitudine non sembra poi sempre così male. L’inglese, ad esempio, distingue solitude da loneliness, parlando nel primo caso di una solitudine legata al piacere, nel secondo di sofferenza.

L’isolamento, infatti, non è solo uno stato di privazione, ma può essere anche un luogo di concentrazione, adatto a sviluppare il pensiero, quindi uno dei luoghi possibili per coltivare la creatività.

Probabilmente dev’essere lì che i SuperEroi disegnano le loro tute, così sgargianti e fantasiose, a volte persino buffe. I SuperEroi, che se sono amati da tutti eccezion fatta per i loro nemici, vivono comunque senza sconto entrambi i lati della solitudine: colpa dell’essere speciali. Se vuoi primeggiare, in qualche modo sei disposto a stare da solo, per quanto tu possa lavorare per il bene dell’umanità. E’ un po’ come la solitudine del Faraone: in cima alla piramide non c’è spazio per un compagno con cui condividere la responsabilità.

Gli sportivi che partecipano ad un’Olimpiade somigliano molto ai personaggi Marvel, e Assunta forse ancor più degli altri, per via di quella maschera che le regala una doppia identità.

Come i Super-Eroi, i campioni sono amati da tutti, eccezion fatta per i loro rivali, e rappresentano il nostro meglio, il capitale atletico di una generazione.
Hanno nelle motivazioni e nella fantasia la voglia di arrivare primi e sentirsi diversi, di confrontarsi con i limiti personali e comuni, per infrangerli. In un certo senso ci salvano anche: ci risparmiano la responsabilità di eccellere. Ci liberano dal peso di provare, senza sapere se nell’incerta terra dell’ignoto ci aspetta il successo o il fallimento.

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Assunta quel peso in forma si sfera lo porta e lo lancia ad ogni prova, ogni volta più lontano. Perfetta metafora vivente dell’atleta-Supereroe che ci libera dalla responsabilità del dubbio e della sfida. E che ci sprona anche, con i suoi successi, ad avere un po’ meno paura di rischiare.

Certo di pesi, nel corso delle nostre vite continuiamo a collezionarne, così ogni volta, lei è costretta a ricominciare. Ma del resto, a quale SuperEroe è mai capitato di aver definitivamente risolto il problema del male?

Gli Atleti-SuperEroi come Assunta ci portano, se siamo disposti a seguirli nelle loro imprese, nel territorio dell’ignoto, mostrandoci di volta in volta che quello che credevamo impossibile era solo momentaneamente troppo lontano da raggiungere. E che quelli che credevamo limiti invalicabili, potevano impunemente essere superati. Sfortunatamente, ogni limite infranto, stabilisce solo una nuova soglia. Che richiede di essere superata a sua volta. Così il limite è uno specchio e ogni volta che riusciamo a romperlo le briciole si ricompongono mostrandoci nuovamente l’immagine del limite che ha le nostre sembianze.

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I SuperEroi, però, non hanno paura dei divieti, non temono di avventurarsi dove nessuno è mai stato, non hanno paura della superstizione che dice di non rompere gli specchi. Annullano la differenza fra visibile e immaginario, perché vedono quello che ancora non c’è, come fanno tutti quelli che non si accontentano di fare le cose come le hanno sempre fatte.

Ma quando tolgono la maschera, i SuperEroi tornano ad essere persone comuni: impiegati, giornalisti, imprenditori, un Clark o un Peter qualunque. Non si atteggiano, non fanno pesare i loro super poteri.

Anche Assunta, senza maschera e lontano dalla pedana è così, più affine all’antieroe schivo e riservato che non ad un’icona.
Ma la sua voce si fa sentire e non perché il suo torace sia una formidabile cassa di risonanza; quando le hanno dato i super poteri che l’hanno trasformata nella Donna Gigante le hanno dato anche in pari misura personalità e carisma. In realtà è quello che la obbliga a sollevare il peso e lanciarlo lontano, è la schiavitù dei talenti.

di Bruno Pulici

Assunta Legnante nasce a Frattamaggiore in provincia di Napoli il 14 maggio del 1978, è atleta leggera paralimpica non vedente, pluricampionessa nella specialità del getto del peso
Leggi la biografia di Assunta Legnante qui

Assunta Legnante a Rio 2016

9 Settembre, h 23.00
Finale  Lancio del Disco F11
14 Settembre, 15.45
Finale Getto del peso F12

 

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