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La fatica è l’unica risposta

“Non ho bisogno di riscattarmi dalla vita, perché la mia vita mi piace così com’è”. Silenzio. Pensieri sparsi nella mente, confusi, pezzi che fanno fatica a stare insieme: malattia, disabilità, felicità, sopra tutto l’idea che una persona che ha attraversato certi uragani abbia per forza un conto in sospeso col destino, e che questa forma di credito esistenziale sia la molla del suo agire. Spesso con rabbia. Parli con Veronica Yoko Plebani è tutto questo viene spazzato via. Il riscatto è un’etichetta appiccicata da fuori, contro il suo volere, è qualcosa che la mente in cerca di compassione vuole vedere. Non sempre corrispondente al vero.

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“Mi piace l’agonismo dello sport, le soddisfazioni che ti può dare. Certo, dopo la malattia mi ha aiutato, ma solo per trovare qualcosa da fare, non per riprendermi psicologicamente. Sono sempre stata una sportiva e una tifosa scatenata, di qualunque sport: facevo ginnastica artistica e danza, poi ho dovuto cercare uno sport che non mi facesse stare molto in piedi, soprattutto all’inizio, e vivendo vicino al fiume ho provato la canoa per caso. Potrei anche giocare alle bocce e lo farei con lo stesso spirito, la voglia di vincere. Respiro questa aria in famiglia, mio padre corre le maratone, è molto attivo, ed è stato lui infatti a cacciarmi a Milano per allenarmi in vista di Rio. Mia mamma invece è un po’ più apprensiva, come tutte le mamme”.

veronica-yoko-plebani

Fatica

Tutti pensano che uno sportivo abbia un rapporto privilegiato con la fatica, che ne subisca un fascino segreto (sconosciuto ai più), concependo il sudore come una reliquia. Veronica rinuncia completamente a quell’aura di invincibilità per raccontare la fallibilità di una persona che si avvicina con grande umanità alla sua grande passione, senza nascondere le sue debolezze. “La canoa è molto più faticosa di quanto sembra, non è sempre facile, soprattutto a livello mentale: quando tutte le mattine della settimana ti alzi e sai che l’unica cosa che dovrai fare è faticare, arrivano momenti di crollo. Lo sto facendo da un anno, senza fermarmi, per prepararmi a Rio. Come dice il mio istruttore ‘La fatica è l’unica risposta’. Poi, certo, la canoa regala anche molte soddisfazioni: rispetto a sport che si svolgono dentro quattro mura, ho la fortuna di vedere il mondo da una prospettiva diversa che è quella dell’acqua. Si entra in un’altra dimensione, distante dai problemi della realtà, è quasi una fuga”.

Bandiera

“Vorrei essere un esempio sportivo come un’atleta normale, non tanto per quello che ho attraversato nella mia vita ma per quello che faccio, per i miei risultati. Sono consapevole che in molti vedono in me più la parte personale, ma non è cercato. Non sono molto capace di promuovermi, penso solo a realizzare il mio sogno sportivo: sollevare la bandiera dell’Italia. All’ultimo Mondiale sono arrivata quarta, guardando da sotto il podio la premiazione pensavo a quanto deve essere bello vedere sventolare il tricolore. Prima o poi so che ce la farò”.

Veronica Yoko Plebani nasce a Gavardo in provincia di Brescia il 1 marzo 1996. È una canoista e snowboarder paralimpica italiana. Leggi la sua bio qui

Quando sarà in gara Veronica Plebani

14 Settembre 14.30
Batterie Canoa KL3

14 Settembre 15.30
Seminfinali Canoa KL3

14 Settembre
Finale Canoa KL3

 

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