RIO 2016
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Quello che rimane dopo i Paralympic Games di Rio 2016

È trascorso un mese dalla conclusione dei Giochi Paralimpici di Rio 2016 e la scia di ricordi, traguardi, vittorie e soprattutto emozioni fatica a svanire.

Diamo un po’ di numeri

Per rendere l’idea di quello che realmente sono state queste ultime Paralimpiadi proviamo a “dare i numeri”, almeno quelli più importanti.

176 Paesi
4350 atleti presenti
1.670 atlete donne (+10% rispetto a Londra 2012)
9 categorie di disabilità
528 gare disputate (+25 rispetto a Londra 2012)
2,15 milioni di biglietti venduti
105 atleti italiani in gara
oltre 200 ore di diretta tv Rai

Ma oltre a questi numeri, ci sono stati eventi imperdibili e che faticheremo a dimenticare, eventi che entreranno nella storia.

C’è stata la fatica, che abbiamo colto nei volti, nelle smorfie, nei movimenti di ogni atleta e che ci fa ammettere che “a Rio di semplice non c’è stato un bel nulla”.

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Ci sono stati i record e le medaglie, le gare e le vittorie al cardiopalma che ci hanno emozionato fino alle lacrime, come per l’oro di Beatrice Vio, impossibile contenere la commozione. Ma solo per citarne uno.

E proprio Bebe Vio, diventato uno dei volti più rappresentativi delle Paralimpiadi di Rio, è in questi giorni protagonista di un’altra bellissima occasione di rappresentare il nostro Paese nel mondo, stavolta non su un campo sportivo ma ad una cena molto, molto importante.

Qui su Games Anatomy, in questi mesi, abbiamo provato a raccontare in particolare le storie di 10 tra i migliori atleti che hanno rappresentato l’Italia in queste Paralimpiadi.

Abbiamo ascoltato le loro parole, i sogni, le ansie e le aspettative alle soglie di questo importante appuntamento sportivo, li abbiamo fotografati duranti i lunghi mesi della preparazione atletica, e ve li abbiamo raccontati.

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Abbiamo seguito, giorno per giorno, lo svolgersi dei Giochi di Rio, le gare, i record, i podi, le medaglie che pian piano si susseguivano per poi raggiungere quel totale di 39 che ha portato l’Italia al 9° posto del medagliere paralimpico.

Abbiamo atteso, sospirato, tremato, pianto, gioito insieme a tutti gli atleti impegnati in questo evento sportivo, e in particolare abbiamo tifato e sostenuto con il cuore i 105 italiani in gara.

Le Paralimpiadi si sono concluse da un mese, è vero, ma c’è ancora tanto da raccontare del mondo paralimpico e sportivo in generale, e non vogliamo smettere di farlo proprio ora.

 

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