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Mai perdere di vista le persone

Può il business essere sostenibile? Può andare d’accordo con la solidarietà?
La chiave della responsabilità sociale d’impresa è una sola: gesti concreti che non perdano di vista i bisogni delle persone per far crescere insieme aziende, cittadini e territorio.

Cosa vuol dire per un’azienda essere sostenibile?

Un’impresa sostenibile è un’azienda che non persegue come unico obiettivo quello del profitto, ma imposta la propria attività sul rispetto di valori sociali, etici e ambientali.
Una “buona” azienda sostenibile riesce a combinare fattori economici e sociali in modo da creare valore nel tempo per tutti i propri interlocutori.

In pratica, questo che cosa significa? Si tratta di concepire lo sviluppo economico sempre legato alla vita delle persone, progettando una crescita in grado di migliorare  la qualità della vita di tutti, attraverso un’attenzione concreta alle esigenze del territorio.

“Fare banca per Bene”: l’esempio di UBI Banca

Un esempio di quanto ciò sia fattibile arriva dal Bilancio di Sostenibilità 2015 di UBI Banca, un documento giunto alla sua nona edizione realizzato con l’obiettivo di rendicontare e raccontare la volontà del gruppo di “Fare banca per Bene”, attraverso gesti concreti che portano a risultati importanti.

Una forte testimonianza che si può “fare banca per bene” guardando al futuro e disegnandone il percorso attraverso la lente della responsabilità sociale.

Supporto al territorio

84,6 miliardi di euro è il volume dei finanziamenti destinati a famiglie, imprese, enti e organizzazioni non profit da UBI Banca. Un impegno che vede l’utilizzo sul territorio del 72,2% dell’attivo di bilancio.

1,3 miliardi di euro è il valore capitale dei finanziamenti a piccole e medie imprese in difficoltà, a cui si aggiungono 516,4 milioni di euro di analoghe operazioni per le famiglie in difficoltà.

14,9 milioni di euro i contributi a enti e organizzazioni non profit per iniziative sociali (+35,2% rispetto al 2014). UBI Banca ha così contribuito al consolidamento della cultura economica della comunità attraverso 1,3 milioni di euro di finanziamenti sospesi o destinati a piccole e medie imprese in difficoltà, a cui si aggiungono 529 ore di educazione finanziaria per oltre 8.300 giovani e 89 stage curriculari e post diploma.

1.300 giornate è l’impegno dei dipendenti del Gruppo in attività di volontariato aziendale attraverso l’iniziativa “Un giorno in dono”, di cui hanno beneficiato 78 organizzazioni non profit. Un bel modo per scendere in campo attivamente e dare il proprio contributo.

529 ore di educazione finanziaria in 274 classi di 102 scuole e in altri contesti con oltre 8.335 partecipanti.

Attenzione per le persone

Formazione continua: 87 mila giornate di formazione (114,3% in più della formazione obbligatoria) a cui ha partecipato il 97,6% dei dipendenti.

Welfare aziendale: 58,3 milioni di euro per coperture assicurative, previdenza complementare e altri servizi (bus navetta, asili nido e CRE estivi, CRAL, premi di studio) oltre a 1,5 milioni di euro per attività di prevenzione e assistenza per la salute e sicurezza sul lavoro.

Diversità di genere: cresce costantemente la componente femminile del personale (su un totale di 17.734 dipendenti, il 38,5% sono donne), con una crescita anche nelle posizioni manageriali (10,7% dei dirigenti); funzionano le politiche di pari opportunità, con il 98,6% delle donne rimaste in azienda dopo la maternità (anche grazie a 2.116 contratti part-time in essere, per il 92,9% donne).

 

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In copertina, Martina Caironi

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1 Comment

  1. Paolo says

    E’ una cosa bellissima questa. Tutte le aziende dovrebbero lavorare in questo modo. Significa guardare oltre, guardare al futuro

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