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Sono un’atleta, non sono la mia malattia

“Sono nata nella specie sbagliata. Dovevo nascere pesce”. A dirlo è Arjola Trimi, il suo tono di voce è così pacato e pulito che, nonostante sia divertita da questo pensiero, si capisce bene che in fondo non le dispiacerebbe per nulla.

“L’elemento acqua è una fonte di rinascita, lo è stato per me dopo la malattia ed è così ancora oggi. Alcune cose capitano e non puoi agire subito, ma puoi decidere come reagirai dopo. Io sono diventata un’atleta”.

Anche quando ormai Rio, le Paralimpiadi, il profumo del cloro dell’Aquatic Stadium e l’aria calda dell’inverno brasiliano sono diventati una realtà, Arjola sembra appartenere a una dimensione parallela, lontana dall’agitazione e dalla frenesia, dalle ansie e dalle paure. “Non sento mai la pressione, sono così sempre, anche sul lavoro. Mi piace godermi ogni attimo e il modo migliore per riuscirci è vivere ogni cosa con serenità. Sono fortunata perché non soffro il pre-gara. Certo, quando sono ai blocchi l’adrenalina la sento, ma è quella positiva, necessaria per dare il meglio”.

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FAMILY FIRST

“Quando raggiungi l’equilibro tra la tua vita dentro e fuori dall’acqua, tutto funziona meglio. Sapere che qualcuno ti aspetta a casa dopo l’allenamento, persone che già dal tuo tono di voce al telefono capiscono se qualcosa è andato storto o come è il tuo umore, che ti sostengono sempre e dovunque, che fanno il tifo per te e credono in te, beh tutto questo mi dà una forza incredibile ed è probabilmente la ragione del mio stato d’animo. Tutto questo è la mia famiglia. Loro sapevano prima di me che potevo farcela, mi hanno dato una spinta enorme. A Rio ci sono tutti a ranghi compatti, sia i miei genitori che mi sorella con la sua famiglia, soprattutto le mie nipotine. Durante le Olimpiadi, mentre guardavamo insieme le gare di nuoto, indicavano il televisore chiamando il mio nome. Per loro sono la zia che nuota e dove c’è una piscina ci sono anch’io”.

AH, CHE BRAVA

“Mia mamma non è come me, non ha la mia calma. Lei si arrabbia ancora quando in giro le persone mi dicono ‘Ah che brava, nonostante tutto fai anche sport’. Io rispondo sorridendo, perché credo che questo sia il modo migliore per dimostrare che il loro commento è fuori luogo. Nel mio quartiere, anni fa le persone mi conoscevano per la mia disabilità, ‘Che ragazza carina, peccato che sia in carrozzina’. Oggi invece mi chiedono delle gare, mi dicono che hanno letto di me sui giornali. Sono più informati, vanno a cercare le notizie, si interessano. La mentalità sta cambiando ma siamo ancora lontani dalla valorizzazione dello sport paralimpico come sport. Arjola non è la persona in carrozzina che, grazie alla sua straordinaria forza, riesce a competere nello sport. Mi sento un’atleta e basta. Soprattutto non sono la mia malattia”.

trimi-nuoto

FAMA

“Non amo molto apparire, ma se le interviste possono servire a smuovere una persona che si trova in una situazione di disagio, se leggendo di me qualcuno può trovare un motivo per fare qualcosa e non buttarsi giù, allora lo faccio volentieri. Preferisco che al mio posto parlino i risultati sportivi, le cose che faccio, non quello che dico o la mia storia personale. Puntare tutto sulla mia disabilità, su come è successo, su come si è disabili, non mi piace per niente. A fare notizia non deve essere la mia malattia ma quello che faccio nello sport”.

NATALE

“Dopo Rio andrò a vivere da sola, ho comprato casa in una parallela di dove abito ora con i miei. Siamo tutti vicini, mia sorella abita nello stesso isolato. È un passo importante, sono molto emozionata ed eccitata. Ho scelto i mobili, la cucina, il letto. Sarà una bella sfida, è una cosa che voglio molto. I miei genitori un po’ meno, sono molto agitati, hanno gli occhi lucidi quando parliamo del mio trasloco. Ma so che sono contenti per me. Potrei vivere in capo al mondo ma so che il mio legame con loro sarebbe ugualmente intenso. Non conta la distanza ma l’intensità. Penso che mi trasferirò prima di Natale, sarà bellissimo. Io amo il Natale, le luci, i regalo sotto l’albero, l’atmosfera. Quest’anno si festeggia da me, cucino io”.

 

di Silvia Galimberti

 

Arjola Trimi nasce a Tirana in Albania, il 15 marzo 1987. È la nuova atleta emergente del nuoto Paralimpico Italiano, compagna di squadra di Federico Morlacchi.

Tutti gli appuntamenti di Arjola Trimi a Rio 2016

9 Settembre, 16.40
4×50 mt staffetta mista
10 Settembre, 1.55
Eventuale finale 4×50 mt staffetta mista
14 Settembre, 16.26
Batterie 50 mt rana SB3
15 Settembre, 00.35
Eventuale finale 50 mt rana SB3
12 Settembre, 15.11
Batterie dei 150 mt misti SM4
12 Settembre, 18.00
Eventuale finale dei 150 mt misti SM4
14 Settembre, 14.40
Batterie, 50 mt rana SB3
15 Settembre, 13.30
Batterie 100 mt Farfalla S9
15 Settembre, 22.30
Eventuale finale 100 mt Farfalla S9
16 Settembre, 15.19
Batterie 50 mt Dorso S4
16 Settembre, 23.00
Eventuale finale 50 mt Dorso S4
17 Settembre
Eventuale finale 50 mt Stile libero S4

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4 Comments

  1. Susanna says

    Lei è un mito, conoscerla e lavorare con lei è stata una delle esperienze piu intense della mia vita.

    • Manuela Cervetti says

      Susanna non fatico davvero a crederlo!!
      Grazie per il tuo commento e per essere passata di qua!

  2. raffaella says

    averla conosciuta e stato un onere aver provato emozioni. …siamo uscite insieme nelle acque del l’idroscalo …..che paura quel giorno …..e la classificazione a Bari …un abbraccio raffa

  3. Agnese says

    Sei una grandissima persona! Discreta ma dalla forza di un leone!! BRAVA!!

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