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Equazioni della bellezza

Di tutte le poesie che la Fisica ha scritto nessuna metrica è dedicata al racconto della Bellezza.
Certo anche le formule a volte son belle ed eleganti, perché ogni lingua possiede il dono del ritmo e dell’armonia, che poi son rapporti matematici. Così anche se i numeri non sono esametri o endecasillabi, possono scrivere ermetiche metafore del respiro dell’universo.

Il problema della bellezza è sempre legato ad una forma: che sia paesaggio, persona, parola, discorso o pensiero ha comunque un corpo e insieme ad esso una Forza.

D’istinto parrebbe impossibile unire le qualità di un fiore, di una donna o di un gesto atletico tracciando una linea che nella sua continuità mostri il profilo della Bellezza.

Questi punti sembrano troppo lontani fra loro, ma forse i sensi ingannano e le cose si somigliano più di quanto appare all’osservatore distratto.

Forse la Bellezza è una forza la cui legge governa il Cosmo al pari di altre, e se così fosse, si potrebbe azzardare un avventuroso paragone con il suo alter ego: la Legge di Gravitazione Universale.

Dicono i fisici che non sanno esattamente quale sia la vera natura della Forza di Gravità, anche se sanno come agisce nell’Universo e hanno una formula per descriverla. Forse, sostengono alcuni, ci sono delle particelle che si chiamano “gravitoni”, ma nessuno ancora ha trovato il corpo in cui questa forza si nasconde. La cosa certa è l’esistenza dell’attrazione fra due masse qualsiasi, corpi o particelle. Come dire che la forza sta nel corpo, ma del corpo non ha una forma. Tentacoli invisibili richiamano le masse con muscoli instancabili che tirando da tutte le parti muovono all’unisono, con ritmo silente, i corpi del cosmo, aiutandoci a misurare lo spazio e il tempo.

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Così la Bellezza non ha una forma precisa ed unica: ma è ugualmente incantatrice e ci attira a sé in tutti i luoghi e per lei ci spostiamo perché mai ci lascia indifferenti. Per Lei dimentichiamo la nostra casa da cui ci sradica avvicinandoci agli altri corpi del mondo. Così allunghiamo il collo verso il fiore, ondeggiamo intontiti vicino alla ragazza più bella e saltiamo scossi da gesta sportive.

Seguendo linee cosmiche di forza si incontra la Bellezza che magnetica ci guida fra gli spazi innumerabili. Come meteoriti navighiamo attratti dalle correnti di fiumi invisibili che calmi o turbolenti potrebbero portarci verso chissà quale scoglio, o luna, depositata lungo il tragitto.
Ma ancora una volta potremmo veder tutto al contrario, perché la bellezza è energia con due poli: positivo e negativo ma solo per convenzione.

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Allora prendiamo in prestito l’immagine del canoista che trova il bello nel tracciato lineare della sua volontà, opponendosi alle correnti del fiume che lo vorrebbero schiavo di un progetto indecifrabile. La sua Bellezza ha la forma della linea retta che non perde tempo, opposta al vortice d’idee confuse che ricadono su se stesse.

Forse più che cosmica questa forza è fatta di volontà, che ci spinge a trovare il bello nelle cose che abbiamo attorno.E allora la bellezza è una questione di atteggiamento e la incontri, nella forma in cui ti è più congeniale, solo se ti alleni a desiderarla.

Io non so davvero quale sia il modo migliore di incontrarla, se bisogna addestrare di più la volontà o l’abbandono. Certamente tra i vizi che l’uomo si è concesso di inventare non s’è scordato di scrivere innumerevoli codici che organizzassero l’invenzione del bello, e ha chiamato quelle pagine del regolamento Arte. Ma i codici sono arbitrari e si contraddicono, o forse sono falsi, come ha insegnato Borges. E tutto si confonde di nuovo.  Ci sono bellezze che riconosciamo in proporzioni e matematica misura, alcune tuttavia non si lasciano intrappolare da rigide armature. Si mostrano ma nascondono il loro segreto, come labirinti.

di Bruno Pulici

 

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