RIO 2016
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Un altro record delle Paralimpiadi!

Un altro record per le Paralimpiadi di Rio: questa volta non arriva dagli atleti, ma dal pubblico. La giornata di sabato, il day 3 di questi Giochi, ha fatto registrare 167 mila spettatori, primato assoluto dall’inizio delle gare, un numero che ha addirittura superato il giorno più affollato delle Olimpiadi (150 mila)! Tantissime famiglie, moltissimi bambini, a sostenere il pubblico di casa ma – in generale – tutti gli atleti in gara. La torcida brasiliana non si smentisce. Neanche quando si parla di sport paralimpico. Nonostante l’allarme della vigilia, con il panico da biglietti invenduti (erano solo 300mila i ticket strappati una settimana prima dell’inizio). Poi l’appello di Sir Philip Craven, una massiccia campagna di comunicazione e l’iniziativa di raccolta fondi “Fill the seats”, promossa dall’ex direttore marketing di Londra 2012 Greg Nugets (uno che indubbiamente ne sa), per offrire un biglietto ai bambini brasiliani svantaggiati. Molte star hanno sostenuto l’idea, dai Coldplay alla famiglia reale britannica in posa per un selfie da Buckingham palace.

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Obiettivo centrato: 10 mila biglietti donati, e la giornata di ieri – domenica – a occhio potrebbe aver siglato un altro record di affluenza. Gli stadi erano già pieni fin dalle prime ore della mattina. Cortei rumorosi e colorati (verde oro in tutte le salse, meglio se con mille paillettes!), dentro e fuori dagli impianti. Perché la festa, si sa, è il “core business” (come si direbbe nel marketing) di questo popolo sorridente e chiassoso, molto lento rispetto ai ritmi frenetici dell’Occidente (anche solo nel camminare), e che forse non ha ancora scoperto quale può essere il suo potenziale.

Lo aveva detto anche Martina Caironi, dopo il suo argento nel salto in lungo, nella notte di sabato: “Il pubblico qui è incredibile, anche se c’erano meno persone rispetto a Londra, si sentivano infinitamente di più. Non so come sia possibile, ma sono capaci di fare un tifo davvero scatenato e poi applaudono a tutti, davvero a tutti. Certo, prevale l’affetto per gli atleti brasiliani ma non possiamo lamentarci, è davvero fantastico”. Lo ha confermato ieri anche Ian Sagar, giocatore di basket in carrozzina della nazionale britannica, tra i favoriti all’oro: “Pensavo che Londra fosse il massimo, avevo vissuto le Paralimpiadi di casa come un sogno. Invece in questi giorni ho scoperto che qui sono anche più rumorosi e giocare così è strepitoso. Non so se dipenda dall’arena, più piccola e affollata, penso che sia anche una questione di cultura. In Inghilterra il basket non lo conosce nessuno, tifavano noi per patriottismo. Qui invece è nella loro cultura, si scatenano, non ho mai visto nulla di simile”.

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Silvia Galimberti

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